sabato 18 novembre 2006

V come Virtuale - UNA DELIZIOSA CENA

E’ sabato sera. Me ne sto a casa, sotto le coperte. In questo periodo non desidero confusione intorno a me; e poi fuori è freddo. Qui no.
Dalla cucina arriva l’odore intenso della torta di mele, pinoli e cannella. Non so se è buona…vorrei tanto andare a constatare, ma non posso: dovrò portarla domani ad un pranzo e non sta bene che poi ne manchi un pezzo. Magari, pure a forma di grande morso! Sai che ridere a guardare la faccia della padrona di casa?! Lei tira fuori la torta dall’involucro e scopre che ne manca un pezzo a forma di morso. Chissà che direbbe…
Insomma, ho mangiato solo un paio di tarallini e va bene così. Ma siccome possiedo anche lo strumento della fantasia, ora posso improvvisarmi una cenetta con i fiocchi.
Vediamo… Tovaglia a grandi quadri rossi e bianchi, oppure di chiffon panna con bordatura dorata? Andiamo con la prima và!... che questo gusto rustico già mi scivola in bocca.
Piatti di ceramica artigianale, e così pure il bicchiere. C’è un vinello scaraffato (il mio maestro del corso per sommelier e buongustai forse non condividerebbe…), e sento un odore intenso ed avvolgente mentre lo verso.


Sulla tavola c’è un piatto con dei formaggi stagionati, e solo qualcuno un po’ più fresco. C’è un vasetto con della mostarda di pomodoro, da gustare con il formaggio. C’è del pane rustico, nero come il carbone, ma talmente profumato… E’ ancora caldo.

Ci sono anche dei tarallini, e più in là un cestino con dei salamini, anche questi un po’ freschi e un po’ stagionati. Ci sono delle verdurine, già pulite e tagliate, e c’è dell’olio toscano verdissimo e pungente in cui intingerle.
C’è una mozzarella campagnola tagliata a fette, e accompagnata da uno squisito prosciutto crudo dolcissimo.


Ma soprattutto ci sono composizioni di verdure grigliate: melanzane, peperoni, pomodori, zucchine…
E le cipolline al forno, che anche se poi so che ci sto male da matti, non posso fare a meno di mangiare. Ci sono olive schiacciate, saporitissime e gustose. Ci sono i finocchi gratinati al forno, e poi i pomodori sott’olio, e i carciofini, e i peperoncini ripieni di acciughe e olive….
Arriva un primo fumante: è pasta casereccia, con della salsa di pomodoro leggermente piccante ed una spolverata di ricotta dura. In ognuna di quelle pappardelle senti il lavorio lento e dedicato delle mani esperte della massaia. Il sapore della salsa ti racconta tutto il trascorso del pomodoro, fin da quando era ancora baciato dal sole.
Poi ne arriva un altro, di primo. Sono dei ravioloni di ricotta e verdure, conditi con una salsina burrosa e delicata al sapore di salvia. Deliziosi… E un sorso di vino ne esalta la persistenza al palato.

Ma basta con i primi: almeno per quelli credo di esser sazia. Arriva un cosciotto di tacchino con patate e mele al rosmarino. Odio mangiare con le mani, ma questo è solo un sogno e… No, è più forte di me: non ci riesco neppure in sogno! Pazienza, userò le posate.
Terminato il cosciotto, dal sapore pazzesco, ecco che arriva un filetto all’aceto balsamico: il cuore sanguinolento è spettacolare; la foglia di menta gli dona freschezza di campo.
Un contornino leggero, un po’ di verdure saltate in padella.
Poi il dolce: un semplicissimo zabaione alle fragoline di bosco. E’ una libidine che vincerebbe ogni improbabile scommessa...

La crema densa e gialla con il leggero retrogusto di marsala è il coronamento unico di una cena tanto sublime.
Grappa, e magari anche qualche boccata di un buon sigaro. Caffè no, perché ora vado a dormire: dopo tutto ‘sto ben di Dio, tra un po’ calerà la palpebra.

Sognato con me? Avete assaporato anche voi tutte queste gustosissime pietanze? Sazi, ora? O forse vi si è scatenato un appetito (pari a quello che ora mi sta divorando)?
Bene, tutto questo per dirvi che ognuno di noi possiede uno strumento, e che questo strumento si chiama FANTASIA. Possiamo utilizzarlo a nostro piacimento, non costa nulla – né in termini economici né, tanto meno, energetici – e dicono addirittura che faccia bene al cuore.
E – io aggiungerei – anche al fegato, che nonostante una cena come quella che ci siamo concessi rimane, comunque, sano!



Sognate, amici. Sempre e senza tregua…

V come Voluttà - AMORE E IL MIO ANGELO

In certi giorni il cuore è un’ombra nel petto e la nostalgia di ricordi lontani è un soffio freddo che fa rabbrividire.
Era uno di quei giorni.
Ricurva su me stessa a coccolare la mia tristezza, avevo chiuso tutto il resto del mondo fuori.
Un libro era il pretesto per non lasciar vagare il mio sguardo nel vuoto e incatenarlo alle sue parole. Chissà di che parlava…..
E’ stato un soffio; delicato come il respiro rallentato di un bimbo che dorme. Tra i miei capelli. Nei miei capelli. Dentro la pelle. Lungo la schiena. E ancora più giù, accarezzando i fianchi e correndo come un’onda effervescente, profumata di agrumi…e di uomo…e di te, mordendo le mie esitazioni e riscaldando con alito buono il freddo brivido del cuore.
Mentre quella che era un’ombra si trasformava in luce.




Con gli occhi chiusi ho imparato in un attimo a guardati attraverso le mie mani, che ti percorrevano libere, tracciando il confine tra le espressioni tue e quelle che ora ti dipingevo io.
Le stesse.
Con gli occhi chiusi ho imparato in meno di un attimo a guardarti attraverso le labbra, umide, salate, ansiose di percorrere ogni ruga e attraversarla, fino a distenderla per sempre.
Ho creduto fosse trascorso il tempo che occorre per raggiungere le stelle, mentre le raggiungevo io. Ma non era trascorso che un solo attimo quando ho riaperto gli occhi e ho sentito il soffio leggero tra i capelli che svaniva.Mi sono voltata e ho catturato i tuoi occhietti furbi e un sorrisetto malizioso, mentre ti allontanavi. E se non pensassi che sarebbe folle crederlo, che forse era solo il frutto della fantasia o un riflesso, giurerei di aver scorto delle piccole alucce bianche sulla tua schiena.